Abbiamo visto continui attacchi DDoS in quest’ultimo periodo, nei mesi a cavallo tra il 2006 e il 2007. Botnet in aumento, attacchi mirati a centri nevralgici di Internet quali i DNS root server, nuovi malware sconosciuti ai software antivirus utilizzati per trasformare sempre più PC in zombie.

Dal Sunday Times di domenica emerge però un’altra tanto interessante quanto preoccupante notizia: anche Al Qaeda sembra stia capendo l’importanza di Internet e le conseguenze per un’intera nazione se fosse tagliata fuori da internet, ma non attraverso un attacco informatico bensì un attacco vero e proprio.

Scotland Yard ha scoperto e bloccato alcuni terroristi di Al Qaeda stavano progettando un attacco massiccio all’intera Internet della Gran Bretagna, colpendo alcuni centri nodali.

Dai file e documenti recuperati nei pc degli arrestati gli esperti di sicurezza hanno potuto carpire le informazioni secondo le quali i terroristi avrebbero dovuto colpire le sedi di Telehouse Europe che contengono dozzine e dozzine di server e, tra le altre cose, ricoprono un ruolo fondamentale per il funzionamento dell’internet inglese.

Internet sta diventando sempre più l’obiettivo principale, la bandiera da catturare o difendere, in una guerra portata avanti contemporaneamente su due fronti: nel mondo reale e quello virtuale. Si potrebbe quasi dire che chi ha il controllo di Internet possa avere il controllo del mondo?

Per questo penso sia necessaria una stretta collaborazione tra una polizia internazionale, che possa agire nei vari continenti, e la polizia “virtuale”, ricercatori ed esperti di società di antivirus e sicurezza che possono fronteggiare gli attacchi provenienti dall’underground.